La prima missione dei discepoli di Cristo sta in quel verbo greco tanto ricco di significati: metanoêite, che indica un deciso cambio di mentalità. Effettuare questa inversione a U nella propria vita, come singoli e come comunità, è necessario e urgente. La conversione senza necessariamente che si verifichino condizioni eclatanti, eventi che fanno scalpore è un passaggio preliminare e indispensabile che produce libertà e sapienza. Non serve dichiararsi cristiani, se non siamo convertiti, se siamo lontani dal credere al vangelo, se nei nostri comportamenti pratici non professiamo di trovare il senso del nostro essere nel Dio di Gesù Cristo. Guai a noi se lasciassimo la conversione a pochi eletti, se la ritenessimo il privilegio di una élite spirituale! La conversione è ancora annunziabile al mondo, se prima è stata esperienza nostra: di noi singoli e di noi popolo.
Mostrando entradas con la etiqueta OMELIA. Mostrar todas las entradas
Mostrando entradas con la etiqueta OMELIA. Mostrar todas las entradas
lunes, 16 de enero de 2012
IIIª Domenica del Tempo Ordinario Anno “B”
SANTA ANA, HIJOS DE SANTA ANA, VOCACIONAL
HIJOS DE SANTA ANA,
ITALIA,
OMELIA,
ROMA
jueves, 8 de diciembre de 2011
IMMACOLATA COCEZIONE DI MARIA
"Ave, piena di grazia...."; la pienezza di grazia significa partecipazione piena della vita divina, una realtà impensabile per la mente umana, un dono di infinita grandezza che il cuore dell'uomo sembra non poter contenere; eppure, alla giovinetta di Nazareth Maria, sposa del carpentiere Giuseppe, un giorno venne dato questo annuncio sconvolgente per lei, umile figlia di Israele, tanto che, come ci dice il Vangelo: "A queste parole rimase turbata e si domandava che senso avessero...". Ma, ancor più sconvolgente, fu sicuramente la proposta che Dio le faceva per mezzo dell'Angelo: "Concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù, sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo...." "Ma come è possibile?" fu la prima reazione di María.Maria conosceva la Scrittura, conosceva tutti quei passi che parlavano del Messia promesso e atteso da tutto il popolo; Colui che sarebbe stato il Liberatore, il Re che avrebbe instaurato tempi nuovi; lei conosceva bene quel che Isaia aveva annunciato: "Il Signore stesso darà un segno: ecco la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele, che significa: Dio con noi.", ma non pensava che la madre di quel figlio eccezionale sarebbe stata lei. Ed ecco, ora quell'antica profezia stava per realizzarsi e la vergine madre sarebbe stata lei, la piena di grazia, l'immacolata.
Al di là dei simboli, il racconto biblico ci rivela un progetto di armonia nel quale Dio vuole coinvolgere l'uomo: Adamo, immagine del suo Creatore e suo amico, capace di vivere in armonia con tutto il creato e di entrare in dialogo col suo Dio. La diffidenza di Adamo e la sua opposizione al progetto di Dio è simboleggiata nell'atto di mangiare del frutto proibito, ed è, in realtà, la volontà di realizzare un progetto alternativo a quello del Creatore; questa volontà determinerà quella drammatica situazione che abitualmente chiamiamo 'peccato originale', e che sconvolse l'armonia originaria voluta da Dio. Ora l'uomo è abbandonato a se stesso, ora incomincia la sua storia di tribolazioni e fatiche, per sé e per la donna sua compagna nel dolore; ma, nonostante il rifiuto dell'uomo, l'amore paziente e misericordioso di Dio attende e prepara un nuovo progetto: la redenzione. Questo progetto verrà realizzato dal Figlio, il quale assumerà la natura umana nascendo da una donna; un progetto che coinvolgerà la giovane Maria, la creatura nuova, esente dal peccato sin dal suo concepimento e piena di grazia proprio in vista della sua missione di madre del Cristo. Tuttavia, nella realizzazione di questo progetto, che stabilirà un'alleanza nuova e definitiva con l'umanità, Dio rispetta la libertà della sua creatura e chiede a Maria il suo consenso esplicito, inviando a lei l'arcangelo Gabriele.
Si, Maria è la piena di grazia, lei, unica fra le donne, ha ricevuto un dono stupendo ed impensabile, ma sta a lei accettare liberamente di entrare a far parte di quel progetto e diventare la Madre Vergine del Figlio dell'Altissimo, oppure no. E' un momento cruciale, e non solo per la giovane donna, ma per tutta l'umanità, in attesa di una parola che decida della salvezza dell'uomo e della Storia. E San Bernardo così commenta questo momento unico della Storia: "L'Angelo aspetta la tua risposta, Maria! Siamo aspettando anche noi, questo tuo dono, che è dono di Dio... rispondi presto, o Vergine! Pronuncia, o Signora, la parola che terra e inferi, e persino il cielo aspettano! Apri, dunque, o Vergine beata, il tuo cuore alla fede, le tue labbra alla parola, il tuo seno al Creatore! Alzati, apri col tuo consenso." "Eccomi, sono la serva del Signore - sarà la risposta di Maria all'Angelo - avvenga in me come tu hai detto"; e il corso della Storia, da quel momento, cambia rotta per andare verso la salvezza.
L’Immacolata è un dono e un modello; un dono grande di Dio con l'esenzione dalla colpa d'origine; ma anche un modello, per la fede e l'obbedienza di Maria al progetto dell'Altissimo, che la chiamava ad essere madre del suo Figlio, un modello per ogni uomo e donna, perché ognuno è chiamato ad esser coinvolto nel piano di salvezza, personale e universale; ognuno di noi, infatti, siamo chiamati ad accogliere, con fede ed amore, la parola di Dio, e a viverla giorno per giorno, camminando sui passi del Cristo, come Maria, siamo chiamati ad entrare nel progetto di salvezza che Dio ha su ogni uomo, progetto che Cristo realizzerà con la sua incarnazione, passione, morte e resurrezione.
Così la solennità di oggi, mentre ci fa contemplare il mistero grande di Maria, la Madre immacolata del Figlio di Dio, e ci fa anche riflettere su quell'annuncio, il più grande che sia mai stato dato nella Storia, di un Dio vuol farsi uomo, nascendo come ogni altro figlio d'uomo, dal grembo di una donna, per ricondurre ogni uomo a Dio, liberandolo dal peccato.
Si, Maria Immacolata, la Madre del Figlio di Dio, è un dono grande che Dio ha fatto all'umanità, ma è anche, per ognuno, modello di ascolto e fedeltà totale a Dio, e quell'annuncio a lei dato dall'Angelo deve diventare, oggi, il nostro annuncio incessante al mondo.
SANTA ANA, HIJOS DE SANTA ANA, VOCACIONAL
HIJOS DE SANTA ANA,
OMELIA,
ROMA
jueves, 17 de noviembre de 2011
Il Lamento di Cristo
Alcune opere degli uomini sono espressamente volute da Dio stesso. Allora il cielo diventa pienamente partecipe dei significati che quelle realtà si uniscono. Gerusalemme, con il suo maestoso tempio, era considerata la città di Dio, il luogo dove egli aveva fissato la sua dimora. Gli abitanti di quella città godevano di un grande privilegio e avrebbero dovuto con il loro comportamento rendere un culto particolare al Signore. Avrebbero dovuto testimoniare quella alleanza che Dio aveva stipulato con il suo popolo. Invece Gesù è testimone di un vero sfacelo religioso e morale che stava raggiungendo il suo culmine con il rifiuto e la condanna dello stesso Cristo, non riconosciuto come l'Inviato del Padre, il Messia. Gli autori principali di questa situazione erano proprio i capi religiosi del tempo, scribi e farisei, che insidiavano per invidia la vita del Cristo. Egli “alla vista della città pianse su di essa”. È sicuramente un pianto di dolore quello di Gesù. La sua “vista” valica il tempo, egli vede il presente e il futuro di quella città e dei suoi abitanti: “Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace”. Parla della pace messianica tanto vagheggiata ed ora incompresa. Non può fare a meno di anticipare con accenti profetici il triste futuro che è stato riservato a quella città ingrata: “Giorni verranno per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte; abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra”. Sono chiare le motivazione che Gesù scandisce: non hanno compreso la via della pace e non hanno riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata. Ora quel rimprovero, motivo di pianto per Cristo, è rivolto a tutta l'umanità, a ciascuno di noi e alla sua Chiesa. Dopo secoli ancora non abbiamo compreso la via della pace nonostante la redenzione; non abbiamo compreso appieno il tempo e i tempi in cui siamo visitati da Dio e dal suo Unigenito. Ci sono ancora i motivi di pianto per Cristo, è ancora accorato il suo lamento. “Se tu conoscessi il dono di Dio”, credo siano queste le parole che Cristo ci sta rivolgendo. Attende la tua e la mia risposta.
SANTA ANA, HIJOS DE SANTA ANA, VOCACIONAL
OMELIA,
PARROCCHIA,
ROMA
viernes, 28 de octubre de 2011
Che cosa significa essere cristiano?
Andare a Messa, battezzare i propri figli, fare la comunione a Pasqua, rispettare i comandamenti? Nel Vangelo di questa domenica, Cristo svela la falsità della religiosità dei farisei servendosi dell’esempio dei sacerdoti dell’Antico Testamento: “Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo; ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno”. Viene da pensare ai genitori e agli educatori: non basta parlare o insegnare, bisogna dare il buon esempio. Quante volte un padre alcolizzato, una madre negligente o degli educatori poco adatti avviano i bambini alla menzogna?
Quello che dovrebbe essere il comportamento del vero cristiano appare nell’insegnamento di san Paolo ai Tessalonicesi. Chiamato da Cristo sulla via di Damasco, san Paolo scoprì, per un’improvvisa folgorazione, tutto il mistero di Cristo e capì che l’essere cristiano consiste nello spirito di apostolato. Egli stesso, pieno dello Spirito di Cristo risorto, lo trasmise agli altri.
Essere cristiani vuol dire questo: non tanto rispettare ciecamente delle formule o dei precetti, ma donare Cristo agli altri, mediante una vita cristiana onesta, perché, grazie all’apostolato della preghiera, della sofferenza e delle opere, il cristiano possa divenire una forza vivente del Vangelo di Cristo. Questo è l’insegnamento di Gesù ed è così che deve vivere chi vuole essere cristiano.
Buona domenica a tutti!!!!!!
SANTA ANA, HIJOS DE SANTA ANA, VOCACIONAL
OMELIA
Suscribirse a:
Entradas (Atom)


